07/07/17

Omonimie

 BLACK BLOCK
BLOCK NOTES

frammenti


La caduta gli aveva causato la frattura del metacarpo.
Una cosa fastidiosa, soprattutto ora che doveva prendere l’aereo.
La signorina al banco del check in aveva subito posato gli occhi sull’anomalia color verde ospedale e le scintillavano gli occhi nel pregustare l’occasione di mettere alla prova le proprie conoscenze del manuale di sicurezza della compagnia aerea.

“Buongiorno.”
“Buongiorno, lo sa che lei non può volare?”
“No, non lo so, Lei è la prima persona che me ne parla. Può cortesemente darmi maggiori informazioni in merito.”
“Lei porta il gesso.”
“Ammiro il suo acuto senso di osservazione.”
“Lei non può volare con il gesso!” (il tono della voce della ragazza si era fatto leggermente più alto, segno che si stava innervosendo)
“Me ne rendo conto, per questo ho comprato un biglietto aereo”
(Spazientita) “Lei non può salire a bordo dell’aereo con un gesso, in quanto questo contraddice le clausole di trasporto”
“Ammetto di non averle lette, signorina, in quanto scritte in caratteri poco visibili a chi, come me, ha dedicato gran parte della propria vita ai piaceri dell’onanismo. La prego, può farmi vedere dove sta scritto?”
“Non li ho qui al banco.”
“Temo questo sia un grave errore, signorina, pertanto se mi vuole favorire la carta di imbarco …”
“Ma scusi, perché lei viaggia con il gesso?”
“La prego di non volermi rivolgere domande inutili e fini a se stesse poste al solo scopo di farmi perdere le staffe. Io, nei suoi confronti, signorina, non ho alcun pregiudizio, e spero altrettanto di lei. Temo di non aver avuto il piacere di conoscere sua madre, nel passato e pertanto, mi creda, non sono assolutamente responsabile di suoi traumi infantili o vita di stenti dovuta ad alimenti non pagati, pertanto la prego di volersi rivolgere a me come ad una persona di media intelligenza e cultura. La ringrazio.”
“Scusi, intendevo dire, se il viaggio è legato a motivi di salute  e se lei può in qualche modo dimostrarlo, per esempio esibendo un certificato medico.”
“Il mio viaggio non è legato a motivi di salute, a parte il desiderio di ritornare a vivere sotto il tetto della casa di cui pago l’affitto, signorina. Temo che il dormire all’addiaccio possa comportare un peggioramento delle mie condizioni di salute, che potrebbe essere il pretesto per una causa milionaria nei confronti della compagnia aerea per la quale lei lavora e nei suoi confronti per falso ideologico, in quanto lei sta ostacolando pretestuosamente il mio imbarco, ritengo al di fuori della competenze che le sono state affidate per contratto. Vede signorina, non ho, ripeto, nulla nei suoi confronti, e non mi scandalizza il fatto che lei abbia una infima considerazione delle mie facoltà intellettive, anzi, mi creda, questo sentimento è da me, nei suoi confronti, ricambiato cordialmente. Ora le chiedo di poter porre fine a quest’amena discussione e di volermi consegnare la carta di imbarco o, in alternativa, di volermi far parlare con un suo  superiore che abbia gli strumenti operativi e culturali adatti a risolvere il problema che lei ha notato o causato. Con questo, non intendo necessariamente un chirurgo osseo.“