07/06/17

fuoco amico sulla Croce Rossa

Georgyi non solo faceva parte, per tradizione famigliare, della città che conta, ma era anche diventato il Gran Maestro della loggia Santerelli. Per carità, l’ultima arrivata tra le logge della massoneria cittadina; i membri delle più antiche  e blasonate logge massoniche insinuavano che i confratelli della loggia Santerelli i grembiulini li avessero acquistati alla Rinascente.
Nonostante il suo impegno a favore del Grande Architetto, l’attività di Georgyi aveva iniziato ad infastidire i veri centri del potere cittadino. Furono proprio i suoi amici snob a decidere, un bel giorno, di fargli le scarpe. Scarpe da golf, in ogni caso.
Uscendo di casa Georgyi incontrò il sacerdote del quartiere, a cui era legato da un profondo sentimento di affetto da quando erano compagni di banco alle elementari, nonostante il suo assoluto ateismo. „Dove corri, don Maurizio?! „ Chiese Georgyi sfoderando uno dei suoi migliori sorrisi „A pregare per l’animaccia tua, visto che tu te ne sbatti i coglioni“ rispose don Maurizio, alzando la mano in gesto di saluto e continuando nella sua veloce camminata. „E‘ la volta che l’inferno non me lo toglie nessuno“, replicò Georgyi, gridando verso il prete,“ Di ai tuoi superiori che intendo cambiare l’avvocato d’ufficio. Quello che ho è troppo intento a corriere dietro alle gonnelle. Quelle dei seminaristi.“
„Meglio la tonaca del cappuccio, caro Georgyi, per coprire le vergogne!“ gli replicò il prete ad alta voce, da lontano.
„E‘ la prima volta che mi sento dare della testa da cazzo da un vero esperto! Devo ritenerlo un complimento?“ Le sue ultime parole caddero nel vuoto, l’altro non le aveva sentite, si sarebbe altrimenti fermato di sicuro, per non concedere l’ultima parola all’antico compagno di banco.
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„Ma di fatto, che cosa fa Georgyi, di lavoro, intendo?“ domandò l’invitato al rinfresco, „Mah, nessuno lo sa. Lui, primo fra tutti.“, rispose l’anfitrione. Erano parole che sarebbero rimaste incise nel marmo. Quello della lapide di Georgyi.
Nel frattempo il Gran Maestro della loggia Santerelli parlava ad alta voce, gesticolando, nell’auricolare del suo I-Pod: “Carissimo Kevin, scusa, se non ti ho risposto oggi al telefono, stavo lavorando“ „cosa stavi facendo Georgyi? Emilia, vieni! Senti! Georgyi ha imparato una nuova parola da Google“, si sentì dall’altro capo del microfono. „No, scusa, ero in bagno. „Ah, adesso ti credo Georgyi, per un attimo ho temuto il peggio...“  disse la voce lontana.




3 commenti:

  1. Bellissimo!!! l'unico errore è l'Ipod., dato che non è un telefono ma vi si ascolta la musica...forse colevi dire IPhone? Si vede due non usi i grembiulini tu...altrimenti conosceresti meglio la nuova tecnologia...da quando esiste si fanno anche le riunioni su whatsup senza cappuccio!!! ROba rischiosa comunque....senza cappuccio, si sa, il rischio di effetti ondesiderati aumenta!! 😜

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  2. Scusa i refusi sono senza occhiali....
    * volevi non colevi
    *che non due
    * indesiderati non ondesiderati

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  3. eh, lo so, lo so, è la sindrome degli anni 80... Io non ho ancora capito dove devo infilare i gettoni telefonici nel mio Lenovo.

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