24/11/13

Tracce di leggenda....

Praga, Malá Strana, h.20.00
- No, no! La-si-la. Re... re! Scrivi scrivi.
- Ma Miguel, no, non può essere così-
- Si, Wolfgango, dai, cazzo, scrivila così
- Miguel, lascio perdere. Oggi la finiamo qui. Ci sono già Lorenzo e Giacomo che ci stanno aspettando!
-Ma allora, Wolfgango, tu pensi più alla gnocca che non all'arte! Lascia perdere i due vecchi bavosi e scrivi, cazzo, che devi presentarla quest'opera! Poi, lo facessi a nome mio! "Il Don Giovanni di Jose Miguel Ometto de Vallois" Già li vedo i manifesti! Ed invece no, sono qui a spiegare a te, che di musica ne capisci quanto io di matematica quantistica, come si fa a scrivere uno spartito! Ma non sarà sempre così. Sappilo! Ne ho le palle piene di scrivere la musica per te e prima, per quel fallito del Vivaldi! Oh, se me lo ricordo, il Vivaldi, Quante ciacole! Per fortuna riuscii a trovargli il posto all'opera di Vienna, sennò sarebbe ancora lì a scrivere le sue quattro canzoncine per i turisti a Venezia! Presuntuoso, poi! Pensa che ho dovuto rivedergli tutte le sonate per archi, non sapeva mica scrivere per gli archi, al massimo per il corno, ma per gli archi, ma quando mai! Una volta arrivò a casa mia a Venezia e mi disse: Maestro Ometto, per piacere, può dare un occhiata a questa mia composizione? Pensa come l'aveva chiamata! "Le quattro stagioni"!!! Glielo dissi infatti, Sior Antonio, mi dia retta, la chiami in altro modo, che quando è finita le "Quattro Stagioni" uno poi si sente in obbligo di ordinarle la Pizza Hawaii", dai, sia serio, dia retta, la chiami in modo più appropriato, sennò io lo spartito non glielo rivedo mica!. Pensa, Wolfgango, si era intestardito il vecchio pelo rosso,. "no, no, si deve chiamare le quattro stagioni, senta la primavera, i tuoni, l'acquazzone, il sole, l'arcobaleno, gli uccellini…" era fatto così il vecchio pretazzo, sì, poi alla fine gliela rividi, un lavoraccio, ma il nome no, glielo ha voluto lasciare… mah… torniamo a noi, vedo che ha già messo via il calamaio, vabbeh, se non si può fare altrimenti andiamo a trovare i due nullafacenti, va, che altrimenti arriviamo tardi e si sono già scelti le zoccole migliori.

Praga, La Bodeguida del medio, 23.00 h

"Un'altra bottiglia di rosso, cameriere!" Il vecchio dai lunghi capelli bianchi si era alzato a stento in piedi appoggiando la mano sul tavolo. "E ora balla, ostrega, balla, su un poco de vita in sto posto de morti de sonno! Tu, Miguel, butta via quello la e metite a sonare el piano. Ti, Dal Pont, varda che te vedo! No sta tocare le carte fino a quando no ea xe finia. Miguel, lascia stare che al piano el ghe va Wolfgango, ti vien qua, e porta la bacheta".
Il vecchio Casanova non ne poteva più della vita a Duchcov e non vedeva l'ora di poter passare delle serate con gli amici non appena arrivava a Praga. Per fortuna il suo caro amico Miguel lo aveva avvertito che sarebbe passato il Dal Pont, che gli aveva voluto parlare, e questo strano musicista austriaco.
"Bon dai, Miguel che queste due qua son fatte! Come ti chiami tu bambolona, anzi no, no sta dirme gninte, che sti nomi i me sta sul cazzo. Tu, occhi azzurri, tu ti chiami Dorabella e tu, labbroni ti te te ciami Fiordiligi. Ben dai, su ostia, Dorabella e Fiordiligi, montè su sta tola a cantare e ballare e ti, Miguel, bati la bacheta! Fane veder come che te si bon de cavarghe el regitette con le bachette! Su, Ostia!"
Casanova conosceva bene la maestria di Miguel Josè Ometto nello sganciare i reggiseni con la bacchetta di direttore d'orchestra, ne era stato ripetutamente testimone al caffè Florian, a Venezia. Di solito questo era il colpo di scena che dava il via alla parte meno narrabile delle loro serate.
Il de Vallois aveva staccato il primo reggiseno e lo faceva roteare in aria, tenuto dal gancio sulla punta della bacchetta, mentre il dal Ponte aveva abbandonato le carte da gioco e si era messo a declamare versi osceni alzando le mani saltellando, proteso verso il seno della prosperosa bionda lentigginosa.  Wolfgang Mozart commentava musicalmente la scena aumentando il ritmo della musica che stava suonando, per costringere la Dorabella a girarsi a ritmo, mentre Miguel stava già introducendo la bacchetta di direttore d'orchestra nel perizoma della Fiordiligi, spogliandosi compulsivamente con la sinistra, fino a finire in piedi sul tavolo tra le due meretrici, nudo e barzotto, ma con la bacchetta ben salda in mano.

Lettura d'autore:
Listen Music Files - Embed Audio Files - Miguel e Casanova a Praga

Miguel Jose Maschietto de Valier, in arte Capitan Farlock

Invito chi, come me, abbia avuto la disgrazia di trovarsi tra gli zebedei uno dei più grandi spacca e spara balle di Venezia (e Praga), a prendere visione di questo simpatico video, purtroppo in idioma ispanico, ma, tutto sommato, di facilissima comprensione: 

02/11/13

Dialoghi in campo

-         Ti ga visto sti becanassi dei americani i se divertiva a vardarne drento a tutte e comunicassion, i vardava anca nei blog e su feisbuk, iori i dise che ghe toca, par sercare i teroristi, gran buei dei cani dei sa morti.
-         Si, ma cercavano solo parole chiave “terrorista”, “terrorismo”, “bomba”, “11 settembre” “Allah Achbar”  "Al Qaida" ed altre espressioni che ritengono possano segnalare pagine legate a rischi per la sicurezza euro americana.
-         Ma ti ga na testa de un marsion? I varda tutto, i cassi de tutti quanti, dei governi, dei poitici, de me amia, del to zerman, i mii ed i tui. Pensa che i ga anca de casseotti che i dise che i sa metarghe tutte ste bueae nea so lingua, che dopo i ga anca dei “analisti”, dei piavoi che ghe tocca lezere tutte ste bueae, solo parchè un spacacassi ga messo dentro do paroe in più.
-         Beh, nel tuo caso, sarebbe un problema…
-         Parchè dovaria essere un problema nel me caso, te sì casso? No te credi che i gabia da eserghe anca dei piavoi par e mie de bueae?
-         Beh, i piavoi ce li avranno anche, ma in quanto a traduttori…
-         I tradutori… casso xe sti tradutori? Mi conosco becheri, piavarioi, marangoni, ganseri, casoini, scoaseri, caegheri, pescaori, remeri, scueraioi, zente che fa careghe, zente che fa forcoe, zente che fa bricoe, zente che fa fritoe, zente che fa butirro, zente che fa capee, zente che se fa i cassi sui, ma sti becanoti de tradutori, no ghe ne conosco miga, no i sarà miga anca iori dei gran magnacapee come sti mone de teroristi?
-         No, ma ora sono veramente certo che google non li posa aiutare
-         Che goldonada ea xe eora, sto gugle, se ghe vien bon come el bigoo a me nona? Ma te credi par davero che se meto ste gran stronsae su internet ghe toca trovar sul serio qualcheduni che ghe diga che ea xe tuta na cojonada?


P:S.

Testo dedicato a coloro che per non pagare i traduttori si fanno fare le traduzioni da google!  
Dèso provèghe se sì boni!

Da Saint Malo

Un saluto a tutti gli amici a quest'indirizzo