14/12/13

Foltyn o Maestro Miguel?

Karel Čapek - 
Život a dílo skladatele Foltýna 
La vita e l'opera del compositore Foltyn
Praga, 1939
Ultima opera, incompiuta, del grande giornalista e scrittore praghese (l'inventore della parola Robot, in RUR).

Consiglio la lettura di questo libro a chi abbia seguito, o sia stato coinvolto, negli ultimi pettegolezzi ceco – veneti – ecuadoregni riguardanti il "Maestro Maschietto"

E' evidente l'influenza delle tematiche pirandelliane nell'opera di Capek: i due si conoscevano e si frequentarono spesso a Praga, dove Pirandello era ospite del Pen Club presieduto dallo scrittore praghese.

La Vita e l'Opera del Compositore Foltyn, è una cosruzione letteraria che ruota attorno alla complessità degli aspetti che compongono la persona, attraverso testimonianza esterne, ovvero attraverso i filtri ed alle capacità di lettura della persone che hanno frequentato il defunto Foltyn, forse genio musicale, forse, molto più probabilmente, comune impostore.

Non solo i filtri conoscitivi degli osservatori o delle persone coinvolte nella vicenda del millantatore, ma anche le invenzioni e le menzogne di questo, che confondono ulteriormente la possibilità di giudizio, trasformano le fredde testimonianze in un caleidoscopio che rende impossibile la valutazione morale dei motivi che spingono Foltyn ad esibire il proprio inesistente genio artistico. 

Il racconto è un'inchiesta a ricerca della verità ma questa, pirandellianamente, è la verità dei vari narranti, ognuno dei quali ha conosciuto Foltyn in un contesto diverso.  

Un libro scritto alle soglie della II guerra mondiale, di cui i fatti odierni confermano la costante attualità.

09/12/13

24/11/13

Tracce di leggenda....

Praga, Malá Strana, h.20.00
- No, no! La-si-la. Re... re! Scrivi scrivi.
- Ma Miguel, no, non può essere così-
- Si, Wolfgango, dai, cazzo, scrivila così
- Miguel, lascio perdere. Oggi la finiamo qui. Ci sono già Lorenzo e Giacomo che ci stanno aspettando!
-Ma allora, Wolfgango, tu pensi più alla gnocca che non all'arte! Lascia perdere i due vecchi bavosi e scrivi, cazzo, che devi presentarla quest'opera! Poi, lo facessi a nome mio! "Il Don Giovanni di Jose Miguel Ometto de Vallois" Già li vedo i manifesti! Ed invece no, sono qui a spiegare a te, che di musica ne capisci quanto io di matematica quantistica, come si fa a scrivere uno spartito! Ma non sarà sempre così. Sappilo! Ne ho le palle piene di scrivere la musica per te e prima, per quel fallito del Vivaldi! Oh, se me lo ricordo, il Vivaldi, Quante ciacole! Per fortuna riuscii a trovargli il posto all'opera di Vienna, sennò sarebbe ancora lì a scrivere le sue quattro canzoncine per i turisti a Venezia! Presuntuoso, poi! Pensa che ho dovuto rivedergli tutte le sonate per archi, non sapeva mica scrivere per gli archi, al massimo per il corno, ma per gli archi, ma quando mai! Una volta arrivò a casa mia a Venezia e mi disse: Maestro Ometto, per piacere, può dare un occhiata a questa mia composizione? Pensa come l'aveva chiamata! "Le quattro stagioni"!!! Glielo dissi infatti, Sior Antonio, mi dia retta, la chiami in altro modo, che quando è finita le "Quattro Stagioni" uno poi si sente in obbligo di ordinarle la Pizza Hawaii", dai, sia serio, dia retta, la chiami in modo più appropriato, sennò io lo spartito non glielo rivedo mica!. Pensa, Wolfgango, si era intestardito il vecchio pelo rosso,. "no, no, si deve chiamare le quattro stagioni, senta la primavera, i tuoni, l'acquazzone, il sole, l'arcobaleno, gli uccellini…" era fatto così il vecchio pretazzo, sì, poi alla fine gliela rividi, un lavoraccio, ma il nome no, glielo ha voluto lasciare… mah… torniamo a noi, vedo che ha già messo via il calamaio, vabbeh, se non si può fare altrimenti andiamo a trovare i due nullafacenti, va, che altrimenti arriviamo tardi e si sono già scelti le zoccole migliori.

Praga, La Bodeguida del medio, 23.00 h

"Un'altra bottiglia di rosso, cameriere!" Il vecchio dai lunghi capelli bianchi si era alzato a stento in piedi appoggiando la mano sul tavolo. "E ora balla, ostrega, balla, su un poco de vita in sto posto de morti de sonno! Tu, Miguel, butta via quello la e metite a sonare el piano. Ti, Dal Pont, varda che te vedo! No sta tocare le carte fino a quando no ea xe finia. Miguel, lascia stare che al piano el ghe va Wolfgango, ti vien qua, e porta la bacheta".
Il vecchio Casanova non ne poteva più della vita a Duchcov e non vedeva l'ora di poter passare delle serate con gli amici non appena arrivava a Praga. Per fortuna il suo caro amico Miguel lo aveva avvertito che sarebbe passato il Dal Pont, che gli aveva voluto parlare, e questo strano musicista austriaco.
"Bon dai, Miguel che queste due qua son fatte! Come ti chiami tu bambolona, anzi no, no sta dirme gninte, che sti nomi i me sta sul cazzo. Tu, occhi azzurri, tu ti chiami Dorabella e tu, labbroni ti te te ciami Fiordiligi. Ben dai, su ostia, Dorabella e Fiordiligi, montè su sta tola a cantare e ballare e ti, Miguel, bati la bacheta! Fane veder come che te si bon de cavarghe el regitette con le bachette! Su, Ostia!"
Casanova conosceva bene la maestria di Miguel Josè Ometto nello sganciare i reggiseni con la bacchetta di direttore d'orchestra, ne era stato ripetutamente testimone al caffè Florian, a Venezia. Di solito questo era il colpo di scena che dava il via alla parte meno narrabile delle loro serate.
Il de Vallois aveva staccato il primo reggiseno e lo faceva roteare in aria, tenuto dal gancio sulla punta della bacchetta, mentre il dal Ponte aveva abbandonato le carte da gioco e si era messo a declamare versi osceni alzando le mani saltellando, proteso verso il seno della prosperosa bionda lentigginosa.  Wolfgang Mozart commentava musicalmente la scena aumentando il ritmo della musica che stava suonando, per costringere la Dorabella a girarsi a ritmo, mentre Miguel stava già introducendo la bacchetta di direttore d'orchestra nel perizoma della Fiordiligi, spogliandosi compulsivamente con la sinistra, fino a finire in piedi sul tavolo tra le due meretrici, nudo e barzotto, ma con la bacchetta ben salda in mano.

Lettura d'autore:
Listen Music Files - Embed Audio Files - Miguel e Casanova a Praga

Miguel Jose Maschietto de Valier, in arte Capitan Farlock

Invito chi, come me, abbia avuto la disgrazia di trovarsi tra gli zebedei uno dei più grandi spacca e spara balle di Venezia (e Praga), a prendere visione di questo simpatico video, purtroppo in idioma ispanico, ma, tutto sommato, di facilissima comprensione: 

02/11/13

Dialoghi in campo

-         Ti ga visto sti becanassi dei americani i se divertiva a vardarne drento a tutte e comunicassion, i vardava anca nei blog e su feisbuk, iori i dise che ghe toca, par sercare i teroristi, gran buei dei cani dei sa morti.
-         Si, ma cercavano solo parole chiave “terrorista”, “terrorismo”, “bomba”, “11 settembre” “Allah Achbar”  "Al Qaida" ed altre espressioni che ritengono possano segnalare pagine legate a rischi per la sicurezza euro americana.
-         Ma ti ga na testa de un marsion? I varda tutto, i cassi de tutti quanti, dei governi, dei poitici, de me amia, del to zerman, i mii ed i tui. Pensa che i ga anca de casseotti che i dise che i sa metarghe tutte ste bueae nea so lingua, che dopo i ga anca dei “analisti”, dei piavoi che ghe tocca lezere tutte ste bueae, solo parchè un spacacassi ga messo dentro do paroe in più.
-         Beh, nel tuo caso, sarebbe un problema…
-         Parchè dovaria essere un problema nel me caso, te sì casso? No te credi che i gabia da eserghe anca dei piavoi par e mie de bueae?
-         Beh, i piavoi ce li avranno anche, ma in quanto a traduttori…
-         I tradutori… casso xe sti tradutori? Mi conosco becheri, piavarioi, marangoni, ganseri, casoini, scoaseri, caegheri, pescaori, remeri, scueraioi, zente che fa careghe, zente che fa forcoe, zente che fa bricoe, zente che fa fritoe, zente che fa butirro, zente che fa capee, zente che se fa i cassi sui, ma sti becanoti de tradutori, no ghe ne conosco miga, no i sarà miga anca iori dei gran magnacapee come sti mone de teroristi?
-         No, ma ora sono veramente certo che google non li posa aiutare
-         Che goldonada ea xe eora, sto gugle, se ghe vien bon come el bigoo a me nona? Ma te credi par davero che se meto ste gran stronsae su internet ghe toca trovar sul serio qualcheduni che ghe diga che ea xe tuta na cojonada?


P:S.

Testo dedicato a coloro che per non pagare i traduttori si fanno fare le traduzioni da google!  
Dèso provèghe se sì boni!

Da Saint Malo

Un saluto a tutti gli amici a quest'indirizzo

15/09/13

Le figlie del vento

A quarant'anni esatti dalla sua nascita, ho riscoperto questo fondamentale pezzo della storia musicale d'Italia.

Non mi soffermo inutilmente sulle evidenti ed indiscutibli qualità artistiche di montaggio e coreografia.

Pongo invece l'attenzione sull'interessante ambientazione di questa canzone d'impegno e di lotta, legata al mondo del lavoro e della produzione (stabilimento Parmalat), oltre che sull'innovativo e coraggioso design dei costumi, specchio sincero del migliore arigianato Made in Italy.

Un pezzo antico di storia musicale di cui possiamo ancora essere orgogliosi!
Pubblico anche il testo, scritto sotto pseudonimo da Roberto Vecchioni, per evidenziare ulteriormente la poesia nascosta in queste parole, solo apparentemente banali, ma che nascondono una vivace chiave di lettura dei sommovimenti mondiali degli anni 70 del secolo scorso.
Vecchioni ha dimostrato, con questa canzone, di essere sempre stato un precursore profetico, prevedendo con ben quattro decenni di anticipo l'interesse per la cucina e per le pietanze esotiche sviluppatosi poi nel primo decennio del secolo successivo.

Una degna sigla per i programmi di Gordon Ramsay.

Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane,
le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde.
Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane,
le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde.
Chi le lascia lascia il gatto
ma dev'essere un po' matto,
lo diceva un livornese
che tornò da quel paese.
Chi le lascia lascia il gatto
ma dev'essere un po' matto,
lo diceva un livornese
che tornò da quel paese.
Questa è la filastrocca
dell'isola di Bali,
la raccontava sempre
un vecchio marinaio.
Diceva: "Sugli sugli
è un piatto prelibato,
lo mangia volentieri
anche chi ha già mangiato".
Diceva: "Sugli sugli
ti fa ringiovanire
e poi col bane bane
tu lo potrai condire".
Diceva: "Sugli sugli
se impari a cucinare,
in fronte la fortuna
presto ti bacierà".
Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane...
Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane...
Le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde...
Le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde...
Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane,
le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde.
Sugli sugli bane bane
tu miscugli le banane,
le miscugli in salsa verde
chi le mangia nulla perde.

Segnalo anche:un'altra canzone fondamentale

25/08/13

I puntata




Aprì dolorosamente gli occhi. La testa gli pulsava e la bocca aveva il disgustoso sapore di un portacenere. Lentamente mise a fuoco i travetti in legno del soffitto, colpiti con violenza da un’abbacinante luce bianco azzurra.

Mentalmente controllò, arto per arto, altri eventuali dolori, oltre a quello del capo. Non ne trovò, ma questo non lo mise di miglior umore.

Si alzò con cautela e lanciò un’occhiataccia al tavolo ingombro di bottiglie, bicchieri sporchi e portacenere pieni. Anche il lavandino non aveva aspetto migliore. Con dolorosa lentezza si avvicinò alla finestra da cui proveniva il fascio di luce.

Che ora era? L'orologio a parete era, come al solito, fermo; avrebbe dovuto guardare l'orologio del campanile. "Devo ricordarmi di comprare le batterie".

Un insistente suono di clacson proveniva dal basso, accompagnato da forti urla.

Socchiuse la finestra e guardò in basso. La barca da trasporto non riusciva a passare sotto il ponte di fronte a casa sua, a causa dell'acqua alta. Un tassista continuava a suonare il clacson, insistendo per poter passare: “Te te cavi dae bae, testa da marsion?” “Ti ga i oci in cuo? No te vedi che no se passa?” “Ma dove ti ga imparà a andare in barca, a Bojon?”. In effetti il livello dell'acqua sfiorava quello delle fondamenta. Erano diversi i passanti che, ignorando la lite tra i due marinai, prestavano attenzione a non bagnarsi le scarpe saltellando sulle poche isolette rimaste asciutte sui macigni grigi. "Anche l'acqua alta, adesso! Meglio non uscire…" Richiudendo la finestra si accorse di un uomo, appoggiato alla vera in marmo rosa del pozzo in campo, che lo stava inquadrando con un potente teleobiettivo. Richiuse la finestra. Pensieroso svitò la moka, estraendone il filtro. Soprappensiero riaprì la finestra, guardando verso il centro del campo. Soffiò con forza nel gambo del filtro del caffè, prendendo con la mano il disco pressato ed umidiccio. Il campo era vuoto. Lasciò cadere, senza pensarci, il disco del caffè che si inabissò nel canale sottostante, accompagnato da una nuvola marrone e dalle insolenze del tassista dai ray-ban a specchio, che intanto aveva iniziato una complicata manovra per girare il motoscafo.



Come al rallentatore riempì, cucchiaino dopo cucchiaino, il filtro della moka, lentamente, come se un eventuale movimento veloce avesse potuto far scatenare il suo mal di testa ed il suo pessimo umore, avvitò dolcemente la caffettiera e la mise sul fuoco. Con la coda dell'occhio vide sul tavolo la bottiglia di grappa vuota. "Ah, mi sembrava, il vino non mi ha mai fatto quest'effetto". Si sforzò di ricordare chi fosse stato con lui ieri sera. Era con Sandro al bacareto all'angolo per le solite quattro ciacole. Franco, il barista, aveva chiuso e lui aveva invitato la combriccola formatasi avere l'ultimo goccio a casa sua. Ma chi erano? I soliti: Sandro, el Ciaci, el Dotor, el Cina, Tony Bisatto (esistevano due teorie sul soprannome di Tony, una che riguardava le origini comacchiesi della sua famiglia ed un’altra risalente ad una leggenda da spogliatoio) e… c'era anche qualcuno altro, ma chi? Il sangue gli batteva nelle tempie per lo sforzo di mettere a fuoco i volti della sera precedente.

“Ocazzo! Non è vero! Cazzo! E’ l' lui! Quello con il tele! Dresda!"



Dresda, l'anno prima.



Nella pinacoteca dello Zwinger il grande olio di Bellotto, che si faceva chiamare come lo zio, Canaletto, rappresenta il crollo della chiesa della Santa Croce in seguito ai bombardamenti prussiani del 1760. La parete della torre rimasta in piedi scopre la struttura interna delle scale a chiocciola. La gente indaffarata lavora sulle macerie. I mattoni, nel quadro del vedutista veneziano, sono visibili uno ad uno come, uno ad uno, sono visibili i mattoni dopo il crollo del campanile di San Marco nelle foto in bianco e nero degli inizi del secolo scorso. Ogni figura é intenta a fare qualcosa di diverso, tenute insieme solamente dallo squarcio di spazio della tela. Il crollo avvenuto, i palazzi sventrati sullo sfondo e l'incombente pericolo d'ulteriore crollo raccontavano, nell'opera Canaletto, la vita di tutti giorni. Osservava affascinato questo quadro, ben cosciente di trovarsi nella città dove si è consumata una delle più grandi tragedie del novecento. Non riusciva a staccare gli occhi dal quadro, cercando nella raffigurazione della banalità quotidiana il senso della vita. "To je neuvěřitelné, co?" Gli disse un uomo che pareva stesse guardando il quadro a suo fianco. "No, jo, to je!" Rispose soprappensiero. Come mai gli si era rivolto in ceco? Si girò verso di lui, ma non c'era più. "Forse mi avrà sentito parlare con Jana ", pensò, dimenticandosi dell'incontro.


Se ne dovette ricordare una quindicina di giorni dopo quando, a Praga, affrontò con un amico il percorso delle sue birrerie preferite. Fu al Černý Vůl che lo rivide, seduto all'inizio del primo tavolo dietro alla parete attaccapanni, sotto ad uno degli affreschi di ispirazione ussita. Lo fissò a lungo, cercando di ricordare dove lo avesse conosciuto. L'uomo se ne accorse e, per un attimo, sembrò imbarazzato. Poi lo salutò con un sorriso di falsa cordialità ed alzando il boccale semivuoto con la mano destra scandì lentamente ed ad alta voce "Draždany", Dresda, in ceco. 


Mi rivolgo agli eventuali lettori, affinchè usino i commenti come opportunità per esprimere i loro pareri ed intervengano anche sulla trama. 
Cerco di dare qualche possibile spunto:
L'eroe secondo voi è una figura positiva o negativa?
Lo faccio subito suicidare per debiti o aspetto di arrivare almeno alla III puntata...)?
Ne capisce di arte o lo fa solo perchè così fa bella figura con le fighe?
L'autore ne capisce di lingue o lo fa solo perchè così fa bella figura con le fighe?
L'uomo che segue l'eroe è un agente, un maniaco o un pirla?
Il tassista con i ray-ban è un personaggio reale o inventato?
Tony Bisatto è un personaggio reale, inventato o una fissazione dell'autore?
Vi prego di tener conto che delle preziose opinioni dei lettori, poi, alla fine, mi interessa il giusto...
Vostro Uomodipraga.


21/07/13

calambour

Frequentando il maestro di musica comprese come il "si bemolle"  fosse solamente un assenso barzotto.

15/07/13

Dal Gatto Nero


"A San Giovanni Nepomuceno,

martire per aver troppo tenuto acqua in bocca."



"Non è che siamo delatori, sa?" 
Racconta biascicando leggermente le parole il mio compagno di tavolo, il cui foglietto bianco conta oramai una foresta di segnacci . 
"Non è che uno ci goda a far passare dei problemi ad un conoscente, no?".

 I suoi occhi fissavano preoccupati il basso livello della birra nel boccale.

"In fondo, anche la "rivoluzione" non è stata fatta da eroi. Una volta, dal Gatto Nero, eravamo nella saletta posteriore a festeggiare non mi ricordo più bene cosa. Mi ricordo solo che il buon Vendelin era tutto indaffarato ad affascinare una giovane biondina dai grandi occhioni azzurri e grande seno. Parevano palle di cannone. 
Fu lì che entrarono, sul più bello, proprio mentre Vendelin stava per scoprire se fossero state di marmo o d’acciaio."

"Ah, lei è qui, allora! Per piacere, ci segua!"

Lo portarono nella loro sede di San Bartolomeo ed iniziarono a domandargli se sapeva chi poteva essere stato a tradurre un suo articolo in tedesco "intendiamoci, non è che lei abbia scritto cose strane, anzi, personalmente, molte cose le condividerei, ma, lo sa com'è, i compagni di Dresda non hanno apprezzato appieno alcune sue battute. Lei parla il tedesco? Ci saprebbe dire se la traduzione in lingua tedesca corrisponde all'originale da lei scritto? Sa, se fosse così, potrebbe voler dire che lei ha scritto due versioni dello stesso articolo, ma dell'attuale non siamo a conoscenza… O forse è stato l'interprete ad avervi aggiunto del suo, ma chi è che può aver tradotto questo suo articolo?"

A Vendelin gli sbirri non erano mai piaciuti, li trovava sostanzialmente noiosi, nel loro irrazionale convincimento che esiste solo il bene ed il male e che loro, ovviamente, sono gli angeli che devono proteggere il bene, anche a costo di dover fare del male. 
Ma lo avevano convocato in questo modo solo per conoscere chi aveva tradotto dei suoi testi in tedesco? Che gliene fregava a loro dei suoi testi in tedesco? 
Magari, se li avesse accontentati, sarebbe potuto tornare al Gatto Nero prima che la biondina decidesse di abbandonare il suo posto al tavolo, o prima che avesse finito di ubriacarsi; era già brilla al punto giusto prima, quando erano arrivati questi due rompicoglioni autorizzati. "Il testo di cui state parlando mi era stato richiesto da una rivista teatrale di Berlino. Anche in passato hanno pubblicato alcuni miei scritti. Non so chi abbia tradotto il testo di cui mi domandate, ma, se avete qui la rivista, ve lo posso dire con facilità… Ah, ecco, vedete, qui c'è scritto: il professor Zimmermann! Non ho mai avuto il piacere di poterlo incontrare, ho presentato più volte richiesta di potermi recare a Berlino ovest, non mi è mai arrivata alcuna risposta. 
Se ho soddisfatto le vostre curiosità, posso andare?"

Sappia che coloro che sono considerati i migliori agenti della polizia politica, del controspionaggio, o, come dicono oggi, dell'antiterrorismo, sono in realtà individui che soffrono di gravi paranoie. Se l'interrogato senza scomporsi, aveva nominato il professor Zimmermann, il cui nome era pubblicato nella rivista, voleva dire che, sicuramente, stava nascondendo il vero autore del misfatto. Gli sbirri paranoici non potevano capire che in quel momento a Vendelin interessava solo uscire da quell'orribile stanza grigio-verde per poter cogliere la sua biondina all'uscita dalla birreria, per deviarla verso lo studio di un suo amico pittore, a pochi passi da lì, la cui chiave era a disposizione degli amici notturni sotto il terzo portafiori della finestra in corridoio. Eppure anche lui, in questo modo, era diventato un delatore. Sicuramente non gli avevano creduto, ma lui aveva semplicemente esposto l'innocente verità. Alzò il boccale di vetro pesante, facendo scomparire il poco liquido rimasto di quasi a rimescolare in gola le infinite verità che erano state raccontate a quel tavolo. L'oste aveva già spillato un altro boccale e, come vide scomparire l’ultima goccia di birra, poggiò sul tavolo il fresco rimpiazzo.

Dopo avervi immerso velocemente le labbra, quasi a voler saggiare la temperatura, il mio commensale si rivolse di nuovo a me:
 "Vede, quanto è difficile poter dire che cosa è la verità, quella che conosciamo o quella che gli altri vogliono sentirsi dire? Chi sia il giusto? Chi non scende a compromessi proprio quando il male lo sa e se lo aspetta da lui? Loro erano convinti che avremmo sempre mentito nelle nostre risposte. È per questo che un regime che si basa sulla delazione è destinato a durare poco. Quando il mio amico Otto riuscì, in fuga, a rintracciare il cimitero londinese che ospita le spoglie di Marx, si sfilò l'uccello dai pantaloni di raso neri e vi ci pisciò sopra. Alla fine del processo per direttissima il giudice gli comminò un’ammenda ridotta, tenendo conto del suo stato di fuggiasco da un paese comunista. "Se avessi saputo che mi sarebbe costato così poco, disse al giudice, vi ci avrei anche cagato sopra!". Anche i nostri "compagni" avevano cagato sopra parte della nostra vita; la colpa era forse stata nostra, quella di non capire che lo stavano facendo per il nostro bene, una sorta di concime spirituale, noi  non riuscivamo a capire che, in fondo, lo stavano facendo per noi, per darci case, lavoro, un'auto, un televisore, quello di cui potevamo avere bisogno. O di cui dovevamo avere bisogno. Non riuscivano a capire che qualcuno il televisore non lo voleva. "Chi non vuole il televisore è sicuramente sospetto" dovevano pensare quando ci venivano a domandare il perché del nostro rifiuto. La risposta vera: "Perché non sappiamo cosa farcene" non la potevano capire, per questo assoldavano i paranoici, per decifrare questo incomprensibile messaggio. Erano loro gli addetti ad interpretare il pensiero degli scontenti. Lo fanno ancora, negli istituti di sondaggio. Lei ha mai dovuto compilare un sondaggio? Pare che vi siano delle domande trabocchetto, inserite appositamente per poter capire se le risposte date corrispondono alla verità. Rispondo sempre onestamente a ciò che mi si domanda, ma mi diverto ad individuare le domande trabocchetto a cui rispondo, apposta, al contrario, perché  il paradosso è fresco e frizzante come la birra."

10/07/13

post subliminale

La tromba d'aria!
Ah, Eolo, Eolo...!

09/07/13

La foca di Venezia





 LA FOCA


Ma a Venessia, de foche
ghe ne noa gran  poche,

Se par caso ea camina,
Ea xe un toco de mina!

(dicono che vi sia una gran foca in laguna, 
ma a Venezia nuotano ben poche foche, 
se camminasse si tratterebbe 
di un gran pezzo di mina) 

 

 

23/05/13

Insegne inquietanti

Ieri, vagando per Brno, ho notato l'insegna di questo locale:


Ho trovato simpatico il venetismo della prima parola,
ma decisamente inquietante il messaggio della seconda.

Una constatazione? Un invito? Un'intimazione (del tipo: "mani in alto")? Un ritorno di fiamma di femministe integraliste? La frase che segue un "presentat arm"?

Entrereste mai in un locale con questo nome?



.

27/04/13

La dolce prospettiva

Ci attende la dolce prospettiva 
di un governo Letta-Letta

15/04/13

Promozione

Da oggi mi sono autopromosso a Profeta di Praga:
Lo ho fatto perchè ritengo di poter diventare un Guru.

Pertanto, per anatemi, consigli, ricette, filtri magici e di cartone, lettura di carte e cartine,
da ora in poi rivolgetevi al 

Il Profeta riceve previo appuntamento solo nel caso ne abbia voglia

14/04/13

Esprimo solidarietà a Pyongang!

Dopo aver visto il nuovo video di PSY.esprimo piena solidarietà a Pyongang e a Kim Jong II!

29/03/13

Ritornerà l'ora legale?

Tra sabato e domenica dovrebbe ritornare l'ora legale. 
Sempre che Grillo glielo permetta.
.

27/03/13

Sconvolgente:

Anche l'ex Grande Maestro del Grand'Oriente ha votato per Grillo:

IL MOVIMENTO A CINQUE PENTATEUCHI

25/03/13

M5S o MI5?

Quando leggo 

"M5S"

non so perchè mi vengono sempre in mente i Professionals ,
l' MI5
sarà che George Cowlie è un capo carismatico ....


mi viene in mente un consiglio per il Beppe nazionale: 
le sgommatine a Montecitorio vengono meglio se fatte con la Rolls

 Doyle è l'alter ego di Crimi?

24/03/13

Tempi che vai...

Ho letto l'articolo pubblicato da Beppe Guru Grillo sul  Blog, dal titolo "Schizzi di merda", 
in cui il Grillo riesce ora ad attaccare nientepopòdimenochè il suo stesso Blog!
(il primo passo per giungere alla perfezione: il metavaffanculo)

Ma come? E la democrazia digitale? E l'agorà telematico? I guru di internet non avevano avvertito che i commenti non sono, a differenza degli spinelli, filtrabili? 
insomma....
E' la rete, baby! 

e poi, è risaputo da qualche migliaio di anni che "chi semina vento raccoglie tempesta": gli odierni piagnucolii e le teorie complottistiche (orde di troll pagati... da chi?, da Mosca? da Israele? dalle Plutocrazie bolscevico- massonico- giudaiche?) sembrano patetiche, ma ... 

...ma...

non è che proprio le teorie complottistiche siano uno dei cavalli di battaglia dell'M5S?
(i chip sottocutanei, l'inciuci di un matrimionio tra un deputato PD ed una deputata PDL, il terrore di perdere la verginità del Giusto dando la mano a Rosi Bindi...)

Basta con gli Indiani Metropolitani e la banalissima
 Fantasia al Potere
E' giunto il momento degli M5S 

Paranoia al Potere!


quasi dimenticavo:
pare che gli ID dei troll portino ad  Aldebaran

22/03/13

Meno male che Grillo c'è

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, certamente rassicurato dal fatto che Grillo, nei suoi spettacoli, non lo chiamerà più Morfeo, pare abbia deciso di invitare fuori a cena Clio e, uscendo dal Quirinale, i corazzieri ad una serata in birreria.

La nazione tutta esprime sollievo per la decisione del leader del M5S e si attendono ora le reazioni positive dei mercati.

18/03/13

Golem na hrad?

L'illustratore Mikoláš Aleš (1852 – 1913) descrive così la creazione del Golem. 
Kreslíř Mikoláš Aleš (1852 - 1913) tak popisuje zrozenì Golema
je to pouze náhoda?
è solo un caso?


16/03/13

Uno strano sogno


Ho fatto un sogno strano:
Ero con degli amici italiani, eravamo seduti in circolo, per terra, su un tappeto IKEA. C’era uno spinello d’erba che girava.
“E’ biologica”- dice l’amico al mio fianco “non ha anticrittogamici, la coltivo a fianco del pollaio”. La canna continua il suo giro, la brace si ravviva per brevi momenti. “Io sto provando la coltivazione biodinamica delle Cipolle – sull’orto, ogni tre righe di cipolle, all’inizio del solco, c’è una pianta diversa: ma tutte il cui nome inizia per la C e che rinnovo ogni anno quando c’è il Capodanno Cinese”, adesso ho piantato un Ciliegio, un Cetriolo ed un Cedro. Così non devo ricorrere alla chimica per la lotta agli insetti. “Io sono convinta che gli insetti non siano dannosi di per se, ma che dovremmo cercare di organizzarli in qualche modo, ce ne so, ad andare su una pianta ogni cinque, in modo da non rovinare la coltivazione” intervenne una graziosa biondina. “Già, ma come?”, si sporse dal circolo l’amico coltivatore di marijuana? “Non lo so”, rispose la ragazza alzando le graziose spallucce, “Magari cerchiamo su google” “Vero, eventualmente abbiamo anche la piattaforma per poter fare un referendum” le rispose qualcuno.
“Signori, me scusino” entrò ad interrompere l’atmosfera un anziano cameriere romano, le vecchie scarpe di cuoio sformate e la giacchetta nera oramai lucida sulle spalle ed i gomiti, i capelli grigi pettinati sul'ampia fronte da un pettine a denti larghi  “C’ho er conto dell’acqua minerale, so’ du piotte”.
Agli amici in circolo brillarono gli occhi arrossati ed il sorriso tirato dovuto alla canna appena fumata si rilassò sui volti di tutti, per un attimo. Qualcuno esclamò raggiante :”facciamo una colletta!”.
Ma dov’ero capitato? Vuoi vedere che sono capitato in mezzo ai … 
Mi sono svegliato di soprassalto, e mi sono messo al computer, cercando disperatamente di non riaddormentarmi nuovamente. 

09/03/13

Riflessioni per il fine settimana

Mettere ordine:
 spostare cose inutili da un luogo ad un altro

06/03/13

Messaggi a margine

ai vegani, vegetariani e macrobiotici che governeranno il paese:

"Mirtillo rosso, non avrai il mio scalpo!"

28/02/13

Dipendenti di chi?

Sul decalogo che Grillo ha emesso per regolare il comportamento degli eletti del M5S al Parlamento italiano.
Ma sono dipendenti "nostri" o di Grillo?

27/02/13

Strano paese l'Italia

Un paese che elegge due tragici pagliacci (Steinbrück).


Un paese dove chi arriva primo in reltà ha perso.
Un paese dove chi vince le elezioni non si è mai candidato.
Un paese dove chi vince le elezioni non ne vuole sapere proprio di governare.

Un pese dove i comici miliardari sono comunque latori di disgrazie.

Nonostante la felicità degli amici che credono in quest'avventura, il mio pessimismo aumenta poichè l'affidabilità del comico barbuto si dimostra pari a quella del comico con il riportino. 

Sempre di più il Grillo si rivela essere solamente la versione discount di Berlusconi.

Per vent'anni ci si è stati fatti infinocchiare dalle promesse del Berlusca, perchè cambiare attitudine proprio ora?

in fondo dopo un po' ci si può anche provare gusto...







23/02/13

Cultura abissale dei giornalisti cechi

Traduco la didascalia:
La copia dell'italiana Firenze, chiamata Florentia Villlage, è in realtà un lussuoso centro commerciale

(Da un articolo sulle copie delle città UNESCO in Cina pubblicato sul più letto giornale d'informazione ceco)

politicambour

Dal Corriere: Berlusconi ha problemi di vista
Anche gli italiani e non da oggi!
Non riescono a vedere l'ora che si tolga dai cabasisi

calambour

Una botique per clienti selezionati
con tutti gli ammessi e commessi

Sbor z děcáku:
BAMBINI DI TRÁGA




21/02/13

Le elezioni sono imminenti ed i misteri si infittiscono


Se ciò è vero, allora è naturale domandarsi:

Che ci faceva Heidi a Palazzo Grazioli?
Pinocchio confuterà di essere stato in stretto rapporto con il leader del M5S?
Gatto Silvestro ci dirà la verità su Bersani?
Titti ci svelerà i segreti di Renzi?
Biancaneve negherà di conoscere Emma Bonino?
Rockerduck confermerà la collaborazione con Monti?

15/02/13

Scioccante!

Sono rimasto scioccato da questi video!
ma che c... ascoltano i russi in macchina???

14/02/13

Pist(ol)erius II

L'atleta chiede le attenuanti: 
"Aveva chiesto la mia mano"

Pisto(le)rius

"Pensavo fosse un ladro", ma la polizia non crede alla versione di Pistorius.
Le bugie hanno le gambe corte.

12/02/13


Non gioco più
me ne vado
non gioco più
davvero
La vita e' un letto sfatto
io prendo quel che trovo
e lascio quel che prendo
dietro di me
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
davvero
La faccia di cemento
tu parli e non ti sento
io cambio e chi non cambia
resta là
Non gioco più
lascia stare
non gioco più
ti assicuro
se ti faccio male
poi ti passerà
tanto il mondo come prima
senza voglia girerà
Non gioco più
me ne vado
non gioco più
davvero
non credere ai capricci
di una foglia
che col vento se ne va
Non gioco più
non gioco più
non gioco più, no!

28/01/13

27/01/13

Intanto fuori uno!

Un politico di destra, populista, antieuropeo, vanesio, spregiudicato in economia, ma conservatore dichiarato, pizzicato più volte a tradire la moglie con ragazzine giovani, circondato da una banda di consiglieri ed amici degna del Circo Barnum, finalmente, dopo 20 anni da quando scese in campo, abbandona la scena!

Václav Klaus, questo il politico, termina infatti il suo mandato presidenziale.


Stavate forse pensando a qualcun altro?

21/01/13

Controindicazioni all'ascolto di Battiato in treno


Scritto di getto sulle note di “Prospettiva Nevsky”-

Mentre traballava sul tavolo del vagone
la bottiglia di Gambrinus a dieci gradi saccarometrici,
Ascoltavo dall’I-Pod nano le parole stronze di Prospettiva Nevskyj
Ed il materiale rotabile che accoglieva la mia bile
era stato costruito nel 1978 a Bentzen
ed ammodernato nel 94 a České Velenice
E a me Battiato con le rime sulla rivoluzione
mi può fare solamente un gran ......

  …

Mi piaccion le barbinais

Che questa via di St. Malo sia dedicata agli Skiantos ?

14/01/13

monaclassic

a proposito di calambour involontari:
questo è veneto-ceco, ma insuperabile
la biancheria intima... MONA, anzi.... monaclassic (che a noi le robe moderne mica ci piacciono)
http://www.monaclassic.cz/eshop/select.php