30/04/11

Racconto breve

Il crocifisso d’ottone si illuminò di un raggio di sole quando i carabinieri aprirono la porta d’ingresso che dava sul piccolo salotto scuro, mentre Maria stava sbrattando la tavola. Teneva ancora in mano il piatto sbrecciato sporco di sugo rosso. “E’ lei Maria Concetta Benenati?” – domandò il ragazzo in divisa nera, di poco più vecchio di suo figlio Ciro, di cui non aveva notizie da più di un anno. “Sì, son’io” rispose Maria fissando le due figure in divisa nel controluce della porta.
“Si tratta di suo figlio, signora, lo abbiamo rintracciato” – Gli occhi neri di Maria si allargarono impercettibilmente, mentre il volto non tradiva alcuna emozione. “Ora è trattenuto, per detenzione di stupefacenti, eroina, signora!”
Un tuffo al cuore, i peggiori sospetti diventati realtà: la frase dell’uomo metteva fine ad ogni possibile illusione. “In ogni caso, signora, si potrebbe anche trattare di quantità destinate ad uso personale. I colleghi che hanno trattenuto suo figlio Ciro ritengono che non si mantenesse con lo spaccio...” Lei guardava muta il giovane sbarbato con in testa lo sproporzionato berretto nero dai fregi dorati “…abbiamo invece ragione di ritenere che si mantenesse prostituendosi.” continuò l’uomo in divisa, in un tono senza emozioni, come se stesse leggendo un dispaccio, o l’elenco del telefono.
Una lacrima scivolò lentamente lungo la guancia immobile di Maria, mentre girava il volto verso la credenza, a guardare la foto di Ciro piccolo e spensierato. Tremando, gli angoli delle labbra si alzarono in un dolce sorriso. “Almeno non fa il webmaster!” sussurrò Maria, accendendo il piccolo cero sotto il crocifisso.

20/04/11

Licenza di uccidere?




e all'interno un cartello: "Ministero degli interni" !!!
Questione di stile...