05/08/09

Pittsburg: apre il fuoco sul gruppo di aerobica

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE57400Z20090805

San Pietro, palesemente stremato, entrò nell'ufficio del Capo senza bussare, anzi, aprendo con violenza la porta, travolgendo i due cherubini di guardia.
Dio lo guardò, visibilmente infastidito dall'invadenza del suo subalterno (in realtà da qualche secolo a questa parte aveva iniziato a chiamarli "collaboratori").
San Pietro sganciò dalla cintura il pesante mazzo di chiavi e lo posò bruscamente sulla scrivania del capo, poi, con la sinistra, prese l'aureola e ve la scagliò con forza.
"Ne ho abbastanza di questo lavoro di merda", disse con voce alterata e troppo alta.
Dio, le gambe poggiate sulla scrivania, aspirò a lungo il suo Avana, (ne riceveva una scatola a settimana da Ernesto Guevara, per quello lo teneva in paradiso), tento da farne diventare incandescente la brace, poi, sempre guardando San Pietro, fece uscire lentamente il fumo dalla bocca. Poi chiese, con voce forzatamente tranquilla:
"Che succede, Pietro?"
"C'è di là il gruppetto di Pittsburgh, capo" - rispose Pietro e poi, facendosi coraggio: -"Io non me ne occupo, se vuole si arrangi da solo!"
Aprì la porta dell’ufficio per uscire e Dio intravvedette quattro ragazze sovrappeso in tutine iridescenti, collant rosa fucsia, gialli e verdi pistacchio, gli scaldamuscoli alle caviglie, saltellare allargando le braccia, beate, con il sorriso sulle labbra.
Diede un'altra tirata al sigaro e urlò nervoso ai cherubini: "La porta!"