16/12/09

L'Amore ha vinto sull'odio. Scusami, Papi

Trascinato nell’ondata di crescente buonismo e solidarismo, profondamente addolorato di aver gioito nel vedere il nostro premier sofferente, chiedo venia e perdono e contrito dedico alla nostra Guida sofferente questa graziosa canzoncina:

FAMMI CRESCERE I DENTI DAVANTI

Natale è ancor lontano
oh mio bambin Gesù
ma già ti chiedo un dono
un dono e nulla più
Fammi crescere i denti davanti
te ne prego bambino Gesù
sono due ma mi sembrano tanti
son caduti e non crescono più
Quando gioco insieme ai compagni
ridon sempre e mi fanno: cucù
Io m'arrabbio e non posso dir niente
perchè so che mi burlan di più
Fammi crescere i denti davanti
te ne prego bambino Gesù
sono due ma mi sembrano tanti
son caduti e non crescono più
Quando parlo e dico l'effe
Viene un fischio
Viene un fischio
poi m'intoppo e mi confondo
non son buono più a parlar
(La vispa Teresa avea tra l'erbetta)
(a volo sorpresa?)
(a volo sorpresa?)
(a volo sorpresa?)
no?
no no
no no
no? no?
Fammi crescere i denti davanti
te ne prego bambino Gesù
Questo dono ti chiedo soltanto
e i capricci non farò mai più
si? si? si?
non farò più

14/12/09

YES, WE CAN !



Non vorrei che questo mio post fosse mal interpretato dai censori Maroniani e, per risparmiare l'inutile a fatica dell'oscuramento del mio blog, specifico che la foto, che ho proditoriamente rubato da La Repubblica, è solo uno spunto per divagazioni di carattere puramente estetico.

Il lancio di oggetti contundenti è antico come l'umanità stessa.

Il primo ad essere registrato nella storia è quello del sasso lanciato da David contro il gigante Golia (un bel lancio, con una rudimentale fionda), che "fece secco" il bersaglio. Il sasso, una pietra trovata per caso a terra, come strumento di liberazione di un popolo intiero.
Altri lanci sono queli effettuati dai giovani rivoltosi nelle manifestazioni di piazza tra il 1968 ed il 1976. Si trattava dei cubetti di porfido, rozzamente squadrati, noti anche come "sanpietrini".
Negli anni recenti un altro lancio è assunto ai clamori delle cronache, non tanto per la pericolosità dell'oggetto (che tra l'altro mancò il bersaglio), ma per l'importanza del bersaglio (il presidente USA George Bush) e per il tipo di proiettile lanciato da un giornalista arabo ad una conferenza stampa: una scarpa (di taglio classico, in pelle, un po' demodè).

Come invece si può notare dalla fotografia gentilmente pubblicata da La Repubblica, l'oggetto che ha colpito il Premier italiano - il Primo Ministro di una nazione famosa per il design ed i prodotti di qualità - è un prezioso oggetto in alabastro, sapientemente lavorato, che riproduce uno dei rari monumenti gotici della penisola.

Da questo risulta evidente come il buon gusto anche dei semplici attentatori sia migliorato negli ultimi anni, grazie anche alle televisioni del Premier stesso, che hanno contribuito a sviluppare nella popolazione italiana il gusto per il bello.

Evviva la Madunina!

A leggere i giornali di oggi mi è venuto un attacco di acuta religiosità.

Accendo pertanto un cero alla Madunina.

11/12/09

La Nazione e le tette delle ragazzine

Una nazione è alla frutta quando le ragazzine pensano di doversi rifare le tette.
Una nazione è sull'orlo del baratro quando il Governo si deve occupare delle ragazzine che si vogliono rifare le tette.
Una nazione è nel baratro quando il Premier ci gode ad occuparsi delle tette (rifatte?) delle ragazzine.

08/10/09

prove provate

Beh, l'uomo di Praga è a Praga e non ha smesso di fumare.
La conferma arriva da google earth:
50° 5'3.31"S
14°26'51.17"V

16/09/09

Dati di ascolto

"Porta a porta con Berlusconi battuto da L'Onore e il Rispetto
Vespa ha avuto un ascolto del 13,47%, mentre la fiction di Canale 5 ha fatto oltre il 22%"

Insomma non solo, come diceva un vecchio slogan pubblicitario,



ma si rosica anche il fegato...

05/08/09

Pittsburg: apre il fuoco sul gruppo di aerobica

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE57400Z20090805

San Pietro, palesemente stremato, entrò nell'ufficio del Capo senza bussare, anzi, aprendo con violenza la porta, travolgendo i due cherubini di guardia.
Dio lo guardò, visibilmente infastidito dall'invadenza del suo subalterno (in realtà da qualche secolo a questa parte aveva iniziato a chiamarli "collaboratori").
San Pietro sganciò dalla cintura il pesante mazzo di chiavi e lo posò bruscamente sulla scrivania del capo, poi, con la sinistra, prese l'aureola e ve la scagliò con forza.
"Ne ho abbastanza di questo lavoro di merda", disse con voce alterata e troppo alta.
Dio, le gambe poggiate sulla scrivania, aspirò a lungo il suo Avana, (ne riceveva una scatola a settimana da Ernesto Guevara, per quello lo teneva in paradiso), tento da farne diventare incandescente la brace, poi, sempre guardando San Pietro, fece uscire lentamente il fumo dalla bocca. Poi chiese, con voce forzatamente tranquilla:
"Che succede, Pietro?"
"C'è di là il gruppetto di Pittsburgh, capo" - rispose Pietro e poi, facendosi coraggio: -"Io non me ne occupo, se vuole si arrangi da solo!"
Aprì la porta dell’ufficio per uscire e Dio intravvedette quattro ragazze sovrappeso in tutine iridescenti, collant rosa fucsia, gialli e verdi pistacchio, gli scaldamuscoli alle caviglie, saltellare allargando le braccia, beate, con il sorriso sulle labbra.
Diede un'altra tirata al sigaro e urlò nervoso ai cherubini: "La porta!"

27/06/09

Icone pop



Entrambi uomini di spettacolo, miliardari, proprietari di ville dove accogliere minori (innamorati dell'"innocenza" di questi), entrambi ottimi clienti dei chirurghi plastici, alla ricerca dell'"eterna giovinezza", entrambi amanti di copricapi e travestimenti, ma, soprattutto, entrambi icone del pop-kitsch mondiale, pare non abbiano finora avuto occasione di incontrarsi.
Non è detta comunque l'ultima parola, perché, dice la saggezza popolare, è sempre la speranza l'ultima a morire.

22/06/09


Sarkozy: «Burqa è segno di avvilimento»
Il presidente della Francia: «Asservimento della donna. Non è un problema religioso, ma di libertà»

Sarko non ha tutti i torti.

28/05/09

Nani e panzoni

Questa volta non ce la faccio a stare lontano da polemiche italiane:
il Ministro della funzione pubblica italiano, Brunetta, critica i poliziotti "panzoni" .
Mi trovo d'ufficio a difendere la categoria di noi persone dall'accentuata voluminosità, chiedendomi come possa esser Ministro della funzione pubblica uno che soffre di disfunzioni di crescita privata.

(che bella quella canzone di de Andrè - Bressons sui piccoletti: Il giudice )

21/05/09

Saldi in pope sotto il Ponte Carlo

Venerdì 15 maggio hanno assistito allo spettacolo Navalis circa 30-35.000 persone.
Voga Veneta Mestre e Voga Veneta Riviera del Brenta hanno lasciato a Praga una traccia indelebile di simpatia, emozione e venezianità.

Grassie, fioi! Sempre saldi in pope!



14/05/09


Beh, l'uomo in nero - questa volta in arancione - ce l'ha fatta a combinare il disastro.
I simboli di Praga e Venezia si sono confusi per un paio di giorni:
http://www.novinky.cz/cestovani/168729-v-praze-je-nejvetsi-gondola-na-svete.html

Il problema che mi pongo è: e adesso, che faccio?

08/05/09

Budget Bozzo ed il ricambio politico

La notizia della morte di Gianni Baget(Budget?)Bozzo mi riempie di tristezza.
Non è, capiamoci, che io sia triste di non dover più essere costretto a sentire l'arrogante prete che del leccaculismo del potere aveva fatto la sua prima religione, sono triste del fatto che in Italia, nel "Belpaese" l'unica cosa che ci sbarazza dei "politici", trombati o meno, eletti o meno, cooptati o meno, è solo la loro (o nostra) morte e non l'avvicendamento democratico, non le elezioni, non il buongusto.

Essendo proverbialmente la speranza l'ultima a morire, spero sempre e comunque in un necessario, irrinunciabile e veloce ricambio della nostra classe politica.

Come questo possa e debba avvenire credo siano i protagonisti a doversene rendere conto.

25/04/09

Faust e uomodipraga


Il 25 aprile estovest ha mandato in onda un simpatico servizio sulla leggenda del Faust a Praga.

Cercando Faust si trovano varie tracce dell'uomodipraga.

29/03/09

Un cero per il pierre

La differenza tra superstizione e religione è solo una differenza di marketing.
E' quindi solo il marketing ad essere veramente degno di fede.

22/03/09

Simbolo del design italiano o cecoslovacco?


Nel 1933 Alfonso Bialetti crea nella sua azienda di prodotti in alluminio prestampato la Moka Express, la macchina da caffè “con i baffi”, un’evoluzione rispetto alla caffettiera napoletana, grazie alla singolare colonnina interna del contenitore superiore che serve a portare in pressione l’acqua in ebollizione.

La moka Bialetti diventa subito un simbolo del design italiano.


Il suo disegno però ricorda troppo da vicino, (sembra una copia - paragonate i particolari come il piolino superiore, il beccuccio ed il manico) la caffettiera ceramica dell’architetto e urbanista praghese Pavel Janak,(1882-1956), che qualche anno prima (1925) aveva iniziato a progettare prodotti di uso comuni per la casa.

Janak è il personaggio di punta del cubismo nell’allora neonata Cecoslovacchia. Questo stile, poi trasformatosi in Art- decò (la Moka viene attribuita a questo stile) si sviluppò dapprima in Francia, ma trovò terreno fertile nella Cecoslovacchia, che negli anni del primo dopoguerra conobbe un enorme sviluppo economico ed artistico.